GENOVA: La Serafini attaccata dall’esponente leghista “rende gay i bimbi”

“Il ricavato del risarcimento lo devolverò per la realizzazione di una casa di accoglienza per giovani omosessuali in fuga da famiglie che non accettano la loro natura”, dichiara la Serafini.

Piena solidarietà da tutta Diritti e Libertà per l’Italia all’Assessore Elisa Serafini per le gravissime accuse diffamatorie di una esponente leghista genovese.

“La Serafini rende gay i bimbi”, indagata per la fake news una candidata della Lega

La procura ha chiuso le indagini sulla donna che avrebbe diffamato l’assessora sostenendo sui social che iniettasse un siero ai giovanissimi

Fra le molte variazioni sul tema delle fake news alcune sono talmente grottesche da sfiorare il ridicolo. Ma se la super bufala – iniettare un siero ai bambini per farli diventare omosessuali viene diffusa da una candidata e ha come bersaglio un’altra candidata, perdipiù della stessa coalizione, ecco che l’episodio assume toni un po’ più preoccupanti.

Anche perché l’incredibile attacco mediatico di cui è stata vittima l’assessora comunale alla cultura Elisa Serafini, si è sviluppato all’interno della contrapposizione – emersa chiaramente in queste ore dopo il mancato patrocinio di Tursi al gay pride – fra l’anima liberale e laica della giunta di centro destra e quella più conservatrice e ultracattolica.
La notizia è che il pm Michele Stagno ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini a Giuliana L. per il reato di diffamazione. L’accusa, nei suoi confronti, è di aver diffuso su un gruppo Google, e poi di averlo ripetuto verbalmente davanti a diversi testimoni, un’assurda notizia riguardante Elisa Serafini: “Su Youtube gira un video in cui si vede la Serafini iniettare a dei bambini un siero per farli diventare gay”.
La folle diceria era stata messa in giro nelle settimane precedenti il voto per le comunali di giugno. Elisa Serafini, giovane economista, era candidata con la lista del sindaco e il suo nome, in caso di vittoria del centro destra – come poi avvenuto – era fra quelli papabili per un posto in giunta.
Sorprende ancor di più che l’accusa tanto infamante quanto surreale provenisse non da un avversario politico ma da un’alleata. La settantenne Giuliana L. , infatti, era una delle candidate per la Lega Nord per il IV municipio della Media Valbisagno (non ce l’ha fatta ad essere eletta).
Dopo aver appreso dell’esistenza di queste dichiarazioni e dopo essersele addirittura sentite ripetere direttamente dalla candidata leghista in mezzo ad una strada e davanti a sette persone, Elisa Serafini si è rivolta all’avvocato Michele Ispodamia per sporgere denuncia. Il legale ha evidenziato come, aldilà dell’abnormità dell’azione diffamatoria, il comportamento dell’indagata fosse grave perchè poteva insinuare un dubbio fra strati della popolazione privi degli strumenti culturali per distinguere ciò che è reale da quanto è invece falso, ed inoltre perchè avrebbe potuto comunque rappresentare un’indebita intromissione nello svolgimento di una campagna elettorale. Le successive indagini del pm Stagno hanno portato all’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Ora Giuliana L. rischia di essere processata e i suoi tentativi di chiudere la vicenda con un risarcimento non sono state accolte. Pare che l’intenzione di Serafini sia quella di giungere ad una sentenza e il ricavato del risarcimento devolverlo alla realizzazione di una casa di accoglienza per giovani omosessuali in fuga da famiglie che non accettano la loro natura. Una scelta che conferma la posizione di Serafini, sempre vicina ai diritti della comunità Lgbt. Non è un caso che la sua nomina in giunta non sia stata gradita da ambienti della Curia e non lo è neppure che Giuliana L. appartenga all’associazione “Generazione famiglia”, organizzazione di cattolici integralisti contrari a qualsiasi apertura ai temi del gender. Il nome di Giuliana L. compariva, alla vigilia del voto di giugno, in un manifesto di Generazione Famiglia che era una dichiarazione d’intenti contro l’ideologia gender. Accanto alla sua firma c’erano quelle del futuro assessore al bilancio Pietro Picciocchi, della due volte consigliera in Comune e Regione Lilli Lauro, della consigliera del medio levante Tiziana Notarnicola, e di molti altri esponenti del centro destra genovese e del cosiddetto Popolo della Famiglia.
di MARCO PREVE – LA REPUBBLICA

Autore dell'articolo: LIBERTY